Ecco il mio itinerario di 14 giorni in Indonesia fai da te: dai templi di Giava al Monte Bromo, da Bali al relax alle Isole Gili. Consigli su voli, alloggi e tour.
Eccoci con una nuova guida di viaggio: è la volta dell’Indonesia, in cui sono stata in estate curiosa di scoprire i templi di Giava, i vulcani Bromo e Kawah Ijen, le risaie di Bali e le spiagge cristalline delle Isole Gili. Organizzare un viaggio in Indonesia fai da te non è complicato, ma – a differenza di altri itinerari di due settimane – questo è molto serrato e con tempi ristretti, ragion per la quale in alcuni tratti ho preferito rivolgermi ad agenzie locali. La prima settimana è molto intensa tra meravigliosi templi Patrimonio Unesco, cultura e trekking, mentre la seconda scorre più lenta, con momenti di relax e mare a Bali e alle Isole Gili.
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Quando andare in Indonesia
Il periodo migliore per andare in Indonesia è da Maggio a Ottobre, quando vi è la stagione secca, con temperature calde e poche piogge. Questa finestra temporale si riferisce senza dubbio aGiava, Bali, Lombok, le isole Gili, ma varia se prendiamo in considerazione altre zone dell’Indonesia, non citate in questo articolo. Tieni comunque presente che alcuni luoghi come il Monte Bromo e Kawah Ijen hanno una certa altitudine e, anche in estate, è necessario coprirsi con abbigliamento caldo e invernale – io avevo una felpa pesante, pantaloni da trekking e un antivento tecnico.
Come muoversi in Indonesia
- I voli nazionali sono operati dalle compagnie aeree locali come Garuda, Batik Air, Air Asia. Potresti valutarli per coprire lunghe distanze, ad esempio tra Giacarta e Yogyakarta (3 ore invece che 6 ore di treno), tra Surabaya e Bali o, al ritorno, tra Bali e Giacarta per imbarcarti poi sul tuo volo internazionale.
- Anche i treni sono efficienti, puliti e puntuali per le lunghe e medie distanze tra città. Io l’ho preso da Yogyakarta a Surabaya. I biglietti si possono prendere anche in stazione, ma è molto meglio acquistarli in anticipo online su siti tipo 12goAsia.
- In città e a Bali funzionano molto bene i taxi con le app Gojek o Grab.
- Alcune tratte in corrispondenza del Monte Bromo e del Kawah Ijen, sono state organizzate con agenzie locali: questo per ottimizzare i tempi e agevolare gli spostamenti che, altrimenti, avrebbero richiesto la combinazione di più mezzi pubblici e taxi. In alternativa è sempre possibile chiedere alle guesthouse di organizzare un driver per uno spostamento.
- Alle Isole Gili non sono consentiti mezzi a motore, ci si sposta a piedi, in bicicletta e i taxi sono calessi trainati da cavalli.
- I traghetti collegano invece le isole, io l’ho preso per arrivare dall’isola di Giava (porto di Ketapang) a Bali (Gilimanuk) e da Bali (Padangbai) alle Isole Gili – quest’ultimo è un traghetto veloce, poco adatto a chi soffre il mal di mare, ma d’altra parte non c’è molta alternativa. Si prenotano sempre su 12goAsia.
Itinerario Indonesia in 2 settimane
Giorno 0: arrivo a Giacarta la sera
Giorno 1: Giacarta – Yogyakarta – Borobudur – Yogyakarta
Giorno 2: Yogyakarta e Prambanan
Giorno 3: Yogyakarta – Monte Bromo
Giorno 4: Monte Bromo – Kawah Ijen
Giorno 5: Kawah Ijen – Bali
Giorno 6-7-8: Bali
Giorno 9: Bali – Gili Air
Giorno 10-11: Gili Air
Giorno 12: Gili Air – Sud di Bali
Giorno 13: Sud di Bali – Partenza
Giorno 14: Arrivo in Italia
Dove dormire in Indonesia
- Giacarta (1 notte): Citadines Connect Airport
- Yogyakarta (2 notti): Amaris Hotel Malioboro
- Bromo (1 notte): Cafè Lava Bromo
- Ijen (1 notte): Riverside Hotel
- Bali, Ubud (4 notti): Pertiwi Bisma Ubud o Pertiwi Bisma Ubud 1
- Isole Gili (3 notti): Bel Air Resort and Spa
- Bali, Kuta (1 notte): Suka Beach Inn


Itinerario in Indonesia in 2 settimane
Giorno 0: Arrivo a Giacarta la sera
Arriviamo la sera tardi a Giacarta, la capitale dell’Indonesia. Considerato l’orario, ci dirigiamo immediatamente in hotel: fuori dall’aeroporto c’è lo stand pick up Gojek con il personale addetto che ti aiuta a scaricare l’app e chiamare il taxi – per velocizzare, puoi scaricare già l’app sul tuo smartphone e impostare la modalità di pagamento. La corsa in taxi dall’aeroporto all’hotel ci costa 170.000 rupie indonesiane, cioè circa 9€.
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Giorno 1 e 2: Yogyakarta
Per mancanza di tempo, ed avendo letto recensioni non entusiasmanti, decidiamo di saltare a piè pari la città di Giacarta, così la mattina seguente prendiamo un volo interno per Yogyakarta, con la compagnia aerea locale Garuda. Da notare che l’aeroporto di partenza non è lo stesso dove siamo atterrati la sera precedente. Il volo dura circa 3 ore e mezza. Le principali ragioni della nostra permanenza a Yogyakarta sono la visita ai templi di Borobudur e Prambanan, oltre ad una breve esplorazione della città.
YOGYAKARTA
Yogyakarta (abbreviata con “Yogya”) è una città dell’isola di Giava, ed è considerata la capitale culturale dell’Indonesia. Niente a che vedere con le grandi metropoli asiatiche come Bangkok o Kuala Lumpur, ma è comunque il luogo in cui immergersi nelle tradizioni di questo Paese e l’unica vera città che visiteremo. Scegli un hotel vicino a Jl Malioboro, la principale via della città: da qui, tutti i monumenti, le attrazioni e i luoghi di interesse si raggiungono a piedi. Noi abbiamo dedicato solo mezza giornata alla città di Yogyakarta.


Cosa vedere a Yogyakarta
- Taman Sari, il Palazzo dell’Acqua: questo imperdibile complesso con palazzi, piscine e canali, venne costruito nella seconda metà del 1700 per il sultano e la sua famiglia. Non perderti la moschea sotterranea. Tutt’intorno vi è un bellissimo quartiere residenziale con case tradizionali e negozietti.
- Kraton: è la residenza ufficiale del sultano che ancora oggi è il governatore della regione speciale di Yogyakarta. L’interno è molto ricco di padiglioni, musei – alcuni poco interessanti -, cortili, spettacoli; può essere molto affollato e sicuramente senza una guida è difficile cogliere i significati e la storia.
- Mercato Pasar Beringharjo: con una varietà di merci come cibo tradizionale, spezie, vestiti etc. Attenzione, i batik qui non sono originali.
- Kampung Taman: tra il Kraton e il Palazzo dell’Acqua ci siamo imbattuti in questo quartiere tradizionale conosciuto per le arti, tra cui la lavorazione del batik. Per immergersi nella vita quotidiana degli indonesiani.
- Dove mangiare la sera: nei dintorni di Jl Malioboro ci sono sia catene, sia localini tipici – nelle traverse. La nostra esperienza è stata piuttosto autentica, quindi no posti chic. Segnalo anche questo posto per una birra dopo cena e musica dal vivo.


BOROBUDUR
Borobudur è il più grande tempio buddista al mondo e si trova a circa 42 km da Yogyakarta. Come arrivare a Borobudur da Yogyakarta? Con il bus dalla Jumbor Bus Station al nord della città oppure in taxi – Gojek o Grab, opzione consigliata. Ci sono due tipi di biglietti: di quelli con ingresso alla struttura ne sono disponibili solo 1500 al giorno quindi è assolutamente necessario acquistarli in anticipo sul sito ufficiale o tramite portali come Get Your Guide. La visita è consentita solo con una guida ufficiale che verrà indicata all’ingresso e si, fa caldo e c’è gente, ma il tutto è ben organizzato e vale assolutamente la pena visitare Borobudur.


PRAMBANAN
Un altro classico del tour in Indonesia è Prambanan. A differenza di Borobudur, Prambanan è un complesso di oltre 200 templi dedicati a Brahma, Vishnu, Shiva ed è di religione induista. Questa ampiezza del sito a mio parere lo rende più piacevole: si può passeggiare ed entrare nei templi. La sua costruzione avvenne nel IX secolo, fu però presto abbandonato e anche distrutto da un terremoto: la prima testimonianza di riscoperta risale al 1733, mentre la ricostruzione ebbe inizio solo nei primi anni del 1900. Come arrivare a Prambanan da Yogyakarta? Il tempio si trova a 15 km da Yogyakarta e si raggiunge sempre in bus, in taxi oppure con un tour guidato; in questo caso lo consiglio poichè Prambanan si visita in autonomia e una guida è l’unico modo per conoscere meglio l’incredibile storia. Il biglietto si può acquistare in loco.


Visitare Borobudur e Prambanan in un solo giorno: può essere stancante, in molti comunque decidono di farlo, ovviamente con un tour organizzato o muovendosi in taxi. Io ho visitato Borobudur in autonomia il primo giorno e Prambanan il giorno seguente al tramonto, con un tour organizzato. Quest’ultimo tour prevedeva anche una visita al villaggio locale con passeggiata nelle risaie, un’esperienza che definirei riempitiva – avevamo un paio d’ore -, ma non imperdibile.
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Giorno 3 e 4: Monte Bromo
Il terzo giorno del viaggio in Indonesia ci svegliamo all’alba in direzione Bromo Tengger Semeru National Park. Il Monte Bromo è distante da Yogyakarta quindi la sua visita va progettata in anticipo e con attenzione.


COME RAGGIUNGERE IL BROMO DA YOGYAKARTA
In questo articolo approfondirò l’opzione da noi scelta cioè il treno da Yogyakarta a Surabaya (4 ore) e il trasporto fino all’area del Monte Bromo (2 ore). I treni sono puntuali, moderni e comodi, super consigliati. Per quanto riguarda il trasporto da Surabaya al Monte Bromo, noi abbiamo prenotato un tour tramite agenzia che si è presa carico di questa parte, oltre che del trekking al cratere, dell’alba al viewpoint il giorno successivo, del trasporto al vulcano Ijen e del successivo trasporto da Ijen fino al porto d’imbarco per Bali. In ogni caso è possibile organizzare il tutto anche in autonomia con bus, taxi oppure chiedendo alla propria guesthouse.
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Il paese più vicino per l’accesso al Monte Bromo è Cemoro Lawang, quindi assicurati di prenotare un hotel in questa zona. Consiglio il nostro, che tra l’altro ha anche un ottimo ristorante, essenziale visti gli orari serrati.
COME VISITARE IL MONTE BROMO
Le due attività principali al Monte Bromo sono il trekking al cratere e il Seruni viewpoint all’alba. Molti tour propongono queste due attività lo stesso giorno, una dopo l’altra: prima l’alba e subito dopo la visita al cratere. Noi invece abbiamo concordato con l’agenzia il trekking al cratere al tramonto – molto più godibile e meno affollato – e, il giorno successivo, l’alba.
- Trekking al cratere del Monte Bromo: un trekking breve, della durata massima di 1 ora con un dislivello di circa 300 m. Il paesaggio è surreale e ripaga senza dubbio la fatica, non saltarlo, una delle esperienze più belle di questo viaggio in Indonesia! Servono scarpe da trekking.
- Alba al Seruni viewpoint: si parte intorno alle 3 del mattino e la jeep dell’agenzia ti lascia poco prima di una salita, da fare a piedi. Qualcuno continua a salire più in su di questo viewpoint, ma la vista non cambia granchè. Segnalo che è anche possibile farlo in autonomia, il viewpoint dista 1 ora a piedi dal paese di Cemoro Lawang. Fa freddo, copriti almeno con un pile pesante.
- Cascate Madakaripura: nel tour con l’agenzia abbiamo fatto inserire anche questa tappa, dopo l’alba al viewpoint. Di per sé non imperdibili, invece molto appagante e rigoglioso il contesto naturale, oltre al fatto di poter passare letteralmente in mezzo alle cascate. Alla fine si può fare il bagno.


DAL MONTE BROMO AL MONTE IJEN
Infine, nel giorno 4 del viaggio in indonesia, dopo le cascate, il transfer dell’agenzia ci ha portati a Bondowoso, punto di accesso per il vulcano Kawah Ijen. Siamo andati subito in hotel – super consigliato il nostro e molto bello anche se non ne abbiamo goduto -, considerato che di lì a poche ore saremmo ripartiti per il trekking notturno al vulcano.
Giorno 5: Kawah Ijen
Il Kawah Ijen è un vulcano attivo e ciò che lo rende così celebre è la sua lava blu – in realtà sono fiamme – creata dalle emissioni di zolfo che si verificano la notte; la sua caldera vulcanica poi ospita uno dei laghi più acidi al mondo. Il trekking al Kawah Ijen è un’esperienza faticosa, sia per il dislivello, sia perchè si fa di notte – di fatto, non abbiamo dormito una notte -, ma senza dubbio immancabile, non farti scoraggiare.


La jeep dell’agenzia viene a prenderti intorno a mezzanotte o l’1 per raggiungere il punto d’inizio distante 70 km da Bondowoso. La salita è abbastanza impegnativa e il trekking dura un paio di ore, c’è molta gente. Segnalo che non sarebbe più consentito – per motivi etici e di salute – scendere fino alla caldera del Kawah Ijen, ma la stragrande maggioranza delle agenzie continuano a proporre questa attività tanto richiesta. Noi invece siamo rimasti in alto a vedere l’alba che, con le nubi, svelano il lago: uno spettacolo davvero pazzesco! La lava blu, però, si vedeva solo da lontano.


Una volta tornati indietro abbiamo fatto colazione – c’è un bar nonché chioschi di frutta – e ci siamo rimessi in auto per raggiungere il porto di Ketapang, dal quale ci siamo imbarcati per Bali. Una volta a Bali, avevamo prenotato un transfer per raggiungere Ubud, dove abbiamo alloggiato: attenzione al traffico di Bali, per fare 100 km ci abbiamo messo 4 ore!
Giorno 6, 7, 8: Bali
Bali è forse l’isola indonesiana più famosa e naturalmente 3 giorni non sono sufficienti per visitarla: per questo ci siamo concentrati su Ubud e dintorni, dedicandoci prevalentemente all’esplorazione – il mare, infatti, lo avremmo fatto nei giorni successivi a Gili Air. Tutto sommato, Bali mi è piaciuta e, anzi, mi ha fatto venir voglia di esplorarla meglio: Ubud ad Agosto infatti è molto affollata, ma nelle zone a nord il tutto è molto più tranquillo e vivibile. A Ubud abbiamo dormito qui, centrale, ma in una stradina laterale che garantisce pace e tranquillità, lo consiglio assolutamente.


COSA VEDERE A UBUD
- Monkey Forest, una foresta dove le scimmie vivono in libertà tra alberi secolari. Attenzione a non disturbarle, potrebbero diventare moleste.
- Ubud Palace, il palazzo reale
- Tempio Pura Taman Saraswati, altresì conosciuto come Water Palace
- Campuhan Ridge Walk, una passeggiata tra risaie e colline, un giro breve al riparo dal caos di Ubud, vi si accede lungo una stradina dissestata e lì vi sono anche dei ristorantini in cui pranzare, consiglio Warung Gula Bali
- Fare un massaggio, essendo Ubud capitale della spiritualità a Bali, vi sono tantissimi centri che offrono massaggi rilassanti a prezzi ridicoli


COSA VEDERE A BALI NEI DINTORNI DI UBUD
Per spostarti, sconsiglio di noleggiare uno scooter, utilizzerei le app di taxi Grab o Gojek.
- Tegalalang Rice Terrace: sono le risaie più famose di Bali. Anche se molto frequentate, un giro è un must specialmente al tramonto e comunque c’è modo di allontanarsi e immergersi nel verde. E’ qui che vi sono le celebri altalene, e altre attrazioni per turisti.
- Cascate Ulu Petanu
- Tempio Gunung Kawi: noto come la Valle dei Re Balinesi, è un complesso funerario dell’XI secolo a nord-est di Ubud a Bali. Vi sono 10 candi scavati nella roccia e alcuni templi dedicati. Si accede con una lunga scalinata, ma ne vale la pena.


- Tempio di Lempuyang: quello famoso per la foto tra i portali con il riflesso – fatta in realtà con uno specchietto. La coda per lo scatto può essere molto lunga, non ne vale la pena.
- Tempio Tirta Empul: è il tempio dove i balinesi si purificano nelle acque sacre, anche se mi è parso più una trovata commerciale, anche i turisti infatti possono prender parte al rituale.
- Tempio Batukaru: mi è parso il tempio più autentico visitato, sorge nel mezzo della foresta tropicale, alle pendici del monte Batukaru. Molto bello.
- Risaie Jatiluwih: a una ventina di minuti d’auto dal tempio Batukaru, ci sono queste risaie meno frequentate e più autentiche di Tegalalang. Ci sono vari percorsi, seguendo quelli meno battuti si arriva a un villaggetto balinese. Qui noi abbiamo fatto anche una cooking class tradizionale insieme a una comunità locale.


DOVE MANGIARE A UBUD
In generale, la scena gastronomica è molto variegata. Non volendo immischiarci nel caos della cittadina che di ser, diventa davvero insostenibile, abbiamo cenato (molto bene) in questi posti più riparati, vicino al nostro hotel.
- Pistachio Restaurant e Bisma Sunset Corner
- Senja Bar & Restaurant – ristorante in un resort elegante, con piscina a sfioro, super consigliato
- Warung Gula Bali – tradizionale indonesiano immerso nelle risaie di Campuhan


Giorno 9, 10 e 11: Isole Gili
Dopo Bali, il nostro viaggio continua alle Isole Gili, dove finalmente ci godiamo il mare, la spiaggia e il meritato relax! Come arrivare da Bali alle Isole Gili? Per arrivarci, ci imbarchiamo alporto di Padangbai con il traghetto veloce, in direzione Gili Air. Questa imbarcazione è piccola e risente molto delle fluttuazioni in questo tratto di mare che, è risaputo, può essere molto mosso – soprattutto al ritorno, poiché avviene di solito nel primo pomeriggio. Se soffri di mal di mare, consiglio assolutamente appositi medicinali.


Tra le tre isole scegliamo Gili Air, quella media: il mare è molto bello, i resort sono fronte spiaggia, insieme a tanti localini direttamente sulla sabbia e alla vegetazione. L’isola è davvero piccola, si circumnaviga tutta a piedi in meno di un’ora oppure in bici.


Anche il nostro resort è fronte mare: è piccolino, ma accogliente, pulito e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. La colazione è continentale e viene servita anche sui tavolini in spiaggia, un ottimo modo per iniziare la giornata.
COSA FARE A GILI AIR
- Mare e relax
- Snorkeling: è molto facile prenotare un tour in barca in uno dei tanti baracchini sulla spiaggia, quasi tutti i tour prevedono soste per vedere le tartarughe, la scultura sottomarina, il santuario delle tartarughe di Gili Meno e, in generale, la barriera corallina.
- Escursione in un’altra isola: abbiamo preso un taxi boat e trascorso una giornata a Gili Meno, la più piccola e selvaggia delle isolette – e anche la mia preferita. Le spiagge sono più ampie e quasi deserte, per mangiare vai a Le Pirate


DOVE MANGIARE A GILI AIR
- Chill Out Bungalows and Bar e Zipp Bar Restaurant– uno accanto all’altro, hanno pesce alla griglia che scegli direttamente dal bancone e tavolini in spiaggia; Zipp Bar ha anche il forno a legna per la pizza
- Bahia Restaurant
- Sunny Rose – posticino in cui fanno un mix di healthy food, poke bowl, piatti indonesiani e occidentali
- Puglia Mia Pizzeria – pizzeria aperta da una coppia di italiani trasferitosi qui, molto buona
Giorno 12 e 13: Ritorno a Bali e partenza
Il pomeriggio del giorno 12 inizia il lungo viaggio di ritorno dall’indonesia. Da Gili Air, con l’imbarcazione veloce torniamo a Bali, al porto di Padangbai: infatti, l’ultimo giorno lo trascorriamo a Kuta, nel sud di Bali, poichè siamo vicini all’aeroporto dal quale saremmo ripartiti il giorno successivo.


Kuta è indubbiamente una delle località più turistiche di Bali, con una spiaggia lunga 5 km, famosa per il surf e per lo stile di vita occidentale. Questa città non mi è piaciuta per niente: estremamente trafficata e piena di negozietti di cianfrusaglie, centri commerciali, inoltre anche la spiaggia è super affollata di ambulanti, non molto pulita e il mare mosso. Non consiglierei di trascorrere qui dei giorni, a meno che appunto non si debba prendere l’aereo di ritorno.
Viaggio in Indonesia: cosa sapere
VISTO E REQUISITI DI INGRESSO
- VISTO: è necessario un visto; si può pagare anche in loco, ma ovviamente consiglio di farlo dall’Italia onde evitare lunghe code. Puoi farlo dal sito ufficiale, assicurati di avere: il passaporto con validità residua di almeno sei mesi, il volo di ritorno, l’indirizzo del primo hotel, la carta di credito; il visto da scegliere è il B1 turistico da 30 giorni.
- DOCUMENTO DOGANALE: è necessario compilarlo ed è disponibile qui, verrà rilasciato un QR code
- TASSA TURISTICA BALI: per accedere a Bali è obbligatorio pagare una tassa, si può fare qui
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INFORMAZIONI UTILI
- COME MUOVERSI E QUANDO ANDARE: vedi paragrafo sopra.
- QUANTI GIORNI: l’itinerario proposto è molto serrato, qualche giorno in più sarebbe meglio. Mentre a Yogyakarta e nelle zone del Bromo e Ijen abbiamo visto tutto l’occorrente, a Bali si potrebbe stare una settimana intera esplorando più zone.
- PRENOTAZIONI: consiglio di prenotare hotel e attività con largo anticipo, soprattutto ad Agosto quando c’è molto turismo. La visita a Borobudur va pianificata con cura.
- PAGAMENTI: la moneta locale è la rupia indonesiana IDR. Cambia una piccola somma all’arrivo e di volta in volta puoi prelevare nei bancomat delle località turistiche. Avere qualche contante con sé è meglio, alcuni warung o negozi accettano solo contanti.
- COSTI: ad eccezione del volo, i prezzi sono contenuti. Nell’isola di Giava si mangia con 5 € nei ristoranti, la spesa maggiore riguarda i templi di Borobudur e Prambanan che si aggirano sui 20 / 25€ ciascuno. I prezzi salgono a Bali e anche alle isole Gili – pur restando contenuti – che hanno standard più occidentali.
- CIBO: la cucina indonesiana mi è piaciuta. I piatti principali sono nasi goreng (riso) e mei goreng (noodle), sempre presenti in ogni ristorante sia economico, sia di fascia più alta. A Bali, la proposta è molto varia, per tutti i prezzi, con anche dei ristoranti internazionali; a Gili Air, il grande protagonista è il pesce alla griglia.
- INTERNET: ho comprato una SIM virtuale con l’app HolaFly. C’è anche la possibilità di fare una sim locale all’arrivo all’aeroporto.
- ELETTRICITA’: non ho avuto bisogno di un adattatore.


1 Commento
Ciao Chiara! Che bell’articolo, lo utilizzerò per pianificare il mio viaggio in Indonesia 🙂 Volevo chiederti: il tour a cui ti sei affidata per Bromo o Ijen è quello che hai linkato? Perchè vedo che tu hai selezionato degli hotel in autonomia, mentre quel tour linkato propone delle guesthouse incluse. Come funziona?
Grazie mille se risponderai 💓